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Riteniamo che nella presente congiuntura, un’attenta rilettura delle Competenze Chiave Europee, delle Indicazioni Nazionali, dei Curricoli Verticali e dei Regolamenti per i licei e gli istituti professionali, possa trasformarsi in una risorsa che permetta a gruppi verticali disciplinari/trasversali una rivisitazione degli impianti didattici modulari.
In tale ottica riteniamo che una particolare attenzione vada assegnata alle competenze di studio e trasversali



 a. STESURA E ATTUAZIONE DEL CORE CURRICULUM - UN ESEMPIO PER GLI ISTITUTI COMPRENSIVI
 Maria Paola IAQUINTA DS IC CESARE BATTISTI CATANIA - AICQ Education SICILIA – RETE FARO



b. ALCUNE INDICAZIONI CONCRETE PER L’INTERVENTO SUL CURRICOLO NEI LICEI, NEGLI IIS E NE GLI IP
Giulio PAVANINI AICQ Education TRIVENETO



c. UN PIA PARTECIPATO PER SAPER STUDIARE
Mercedes TONELLI – Rete AMICO Bologna



d. L’AUTONOMIA PERSONALE NELLA DIDATTICA A DISTANZA

Vincenzo  CURION – AICQ MERIDIONALE










a. STESURA E ATTUAZIONE DEL CORE CURRICULUM - UN ESEMPIO PER GLI ISTITUTI COMPRENSIVI

Rivedere il curricolo anche in termini quantitativi in presenza e/o a distanza (in termini di ore) è l’occasione di rivedere il curricolo verticale di istituto tenendo in mano le competenze chiave europee, le Indicazioni nazionali, la disponibilità dei laboratori sia negli istituti comprensivi sia nei licei e negli istituti professionali. Il presente punto 8 è da vedere realizzato nel punto 7 (modelli organizzativi) e punto 9 (modelli didattici).
Maria Paola
IAQUINTA

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CHI CHE COSA COME   
QUANDO RISULTATI   ATTESI
DIRIGENTE SCOLASTICO e STAFF

Propongono la questione al Collegio: 

“Stesura e successiva attuazionedel core curriculum che sia fattibile anche in situazione di emergenza

sanitaria e dunque di  insegnamento in DAD

1) Per gruppi di lavoro volti a rilettura critica e sintesi delle Competenze Chiave Europee, delle Indicazioni Nazionali, dei propri Curricoli Verticali.

2) Attraverso formazione sui temi delle risorse didattiche 

digitali e su metodi didattici inclusivi, narrativi.

Da giugno 2020 a settembre 2020

Presa di coscienza del problema da parte del corpo docente; stesura dei criteri generali per la scelta degli obiettivi di apprendimento ESSENZIALI e dei contenuti GENERATIVI da inserire nel core curriculum; stesura/aggiornamento dei PIA coerenti con il core curriculum per ciascuna classe.

Compilazione di questionari sulla DAD per raccolta dati e rilevazione dei bisogni formativi essenziali e

contestualizzati in funzione della revisione del RAV e dell’aggiornamento del Piano di miglioramento.

GENITORI E STAKEHOLDER Vengono sentiti dallo staff e dal Preside per valutare le opportunità offerte alla Scuola. Video conferenze, tavoli tecnici, riunioni, interviste telefoniche, ecc… Da giugno 2020 a settembre 2020 Individuazione di punti di forza per la stesura e l’attuazione del core curriculum in collaborazione con il territorio.
DOCENTI

Progettano in gruppi/commissioni/dipartimenti/consigli di intersezione, interclasse, classe.

Approvano in Collegio dei docenti.

Attuano nel corso dell’anno con modalità in presenza e con D.A.D.

1) Per gruppi di lavoro: profilo finale dello studente (III media): anni ponte (5/6 e 10/11 anni); bienni (II-III primaria), (IV-V primaria), (I e II media).

2) Facendo riferimento al territorio in cui insiste la scuola e alle sue risorse culturali (curricolo aperto al sistema formativo integrato)

3) Attraverso formazione sui temi delle risorse didattiche digitali e su metodi didattici inclusivi, narrativi

Progettazione: giugno, settembre 2020



Attuazione: intero anno scolastico

Stesura del core curriculum che contenga la scelta di

1) obiettivi di apprendimento essenziali declinati secondo gli assi (dei linguaggi verbali e non verbali, matematico e scientifico -tecnologico, storico-sociale);

2) contenuti generativi, associati a competenze trasversali (Imparare ad imparare, Il senso di iniziativa, Le competenze sociali e civiche), scelti tenendo conto sia delle risorse culturali che offre il territorio sia delle azioni di sistema imprescindibili per un curriculum di qualità (prevenzione della dispersione scolastica, educazione all’affettività, , inclusione degli alunni BES e H).

Consiglio di Istituto Approva l’aggiornamento del PTOF Seduta collegiale in presenza o on line Entro novembre 2020 Aggiornamento del PTOF coerente con RAV e PDM.

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 b. ALCUNE INDICAZIONI CONCRETE PER L’INTERVENTO SUL CURRICOLO NEI LICEI, NEGLI IIS E NE GLI IP 

Gli spazi di autonomia nel curricolo sono stati poco utilizzati dalle scuole per problemi di organico e per ancestrale timidezza del Collegio dei docenti nello scostarsi agli schemi prefissati di discipline/ore/cattedre. L’organico potenziato avrebbe dovuto rendere più facile l’esercizio dell’autonomia. Spesso questo è difficile. Ma ora, l’esigenza di reimpostare il curricolo sulla base di gruppi ridotti e con orario modulare, può essere un’occasione per mettere in pratica quanto rimasto finora pura teoria.

Le indicazioni nazionali e le linee guida ampliano e incentivano l’utilizzo della flessibilità e dell’autonomia: così nei Licei (20 % del monte ore complessivo nel primo biennio, al 30 % nel secondo biennio e al 20 % nel quinto anno, fermo restando che l'orario previsto dal piano di studio di ciascuna disciplina non può essere ridotto in misura superiore a un terzo nell'arco dei cinque anni e che non possono essere soppresse le discipline previste nell'ultimo anno di corso) e nei Tecnici (quota di autonomia del 20% …. per potenziare … .. sia per attivare ulteriori insegnamenti … ……spazi di flessibilità … entro il 30% nel secondo biennio e il 35% nell'ultimo anno).

Negli IP il DL 61 del 17 amplia le possibilità (art. 4 nel biennio “una quota, non superiore a 264 (su 2112) ore, è destinata alla personalizzazione degli apprendimenti, alla realizzazione del progetto formativo individuale”; art.6 “la quota di autonomia del 20 per cento dell'orario complessivo del biennio, nonché' dell'orario complessivo del triennio” …… “utilizzare gli spazi di flessibilità…….., entro il 40 per cento dell'orario complessivo previsto per il terzo, quarto e quinto anno, nell'ambito dell'organico dell'autonomia”).

Sulla base delle necessità degli studenti, delle risorse di organico disponibili e riprogrammate nel POFT, ogni istituto pianifica il nuovo curricolo facendo coraggiose scelte strategiche in base agli obiettivi formativi concordati. Ad esempio, si potrebbero ancor più privilegiare le competenze di base e trasversali nel biennio e accentuare via via nel triennio gli insegnamenti specialistici e le attività di laboratorio. Ogni istituto deve riappropriarsi della sua autonomia, innovando radicalmente il proprio curricolo.
Giulio PAVANINI
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c. UN PIA PARTECIPATO DI RECUPERO PER SAPER STUDIARE 

Al rientro a settembre, come La RdR propone al punto 7 (“Modelli organizzativi ripensati”) e n. 9 (“Modelli didattici ripensati”) occorre rivedere le prassi didattiche, anche modificando l'organizzazione degli studenti e degli orari in modo coordinato (vedi punto 6 “PAI, PIA, PdM, POFT – Ripartire in modo coordinato”).

E’ necessario strutturare una didattica rivolta al gruppo classe, una didattica dedicata a piccoli gruppi, indirizzata a progettare un percorso che abbia lo scopo di implementare il sapere e il saper fare acquisito con un sapere agito secondo competenza chiave europea imparare ad imparare, dalla quale partono le didattiche sull’imparare a studiare.
La RdR invita, come proposto al punto 9 A (“Didattica laboratoriale per il ritorno alla normalità ripensata”) la metodologia dell’imparare attraverso il fare, acquisendo esperienza, modalità di apprendimento fra le più importanti nel contesto odierno della formazione. Nel caso specifico del “recupero” nel prossimo settembre, la proposta che viene presentata attiva competenze e apprendimento reciproci di tipo cooperativo e peer to peer.

Nelle righe e nella tabella seguenti viene presentato un percorso “partecipato” che mette al centro del PIA la competenza trasversale “saper studiare” con riferimenti a alcuni oggetti concreti di studio.

Alla fine di giugno la scuola stila il Piano Integrativo degli Apprendimenti (PIA), che a settembre viene ripreso, analizzato con gli studenti per individuare gli argomenti da affrontare nelle prime settimane di scuola attraverso un brainstorming i cui risultati si evidenziano sulla lavagna o su una parete attraverso dei post-it, aggregati per similitudine. A questo punto è necessario esplicitare in modo chiaro l’organizzazione del lavoro: la classe/le classi verranno suddivise in gruppi e ogni gruppo avrà la responsabilità della preparazione di un argomento da presentare al resto della classe.
La fase successiva viene mutuata dal cooperative learning e prevede la libera creazione di gruppi di studio, con ruoli funzionali ben definiti e l'abbinamento agli argomenti.

L'attività laboratoriale di gruppo è il cuore pulsante dell'attività: i ragazzi, partendo dal PIA e da oggetti di studio noti (video, problema, testo, ecc.) individuano ed esaminano i concetti fondamentali concretizzandoli e trovano esempi; si accordano sul modo più efficace per spiegare i contenuti da recuperare al gruppo classe; predispongono eventuali materiali esemplificativi, schemi o altro; preparano delle domande per verificare l’apprendimento recuperativo dei membri del gruppo classe; a turno, simulano la spiegazione che in seguito proporranno.
Dopo questo momento si passa all'apprendimento reciproco fra i gruppi: ogni gruppo presenta la sua proposta simulando una vera e propria lezione; anche questa attività necessita di una definizione dei ruoli: chi presenta l'argomento, chi aiuta nell'esecuzione, chi osserva il comportamento dei gruppi.

In classe vengono attuate esperienze di metacognizione per stimolare gli studenti a riflettere sul proprio modo di apprendere e ricordare, sviluppando la propria capacità di rielaborare le informazioni in modo individuale e cooperativo.
Per concludere ogni alunno racconta il proprio percorso di apprendimento in un circletime, su domande suggerite dall’insegnante.

Dal punto di vista del “metodo di studio” il docente si fa carico dell’inventariamento dei percorsi, anche individuali, efficaci ai fine dell’allineamento degli apprendimenti.

Mercedes TONELLI

Paolo SENNI GUIDOTTI MAGNANI

azione docente/i

allievi/e on line, gruppi classe 

osservazioni e consigli

risultati

analisi del piano integrativo degli apprendimenti (pia)

discute e condivide con la classe quali sono gli argomenti della progettazione ancora da affrontare

discutono, approfondiscono e individuano gli argomenti da assegnare ai gruppi

lasciare liberi i ragazzi di prendere coscienza delle attività da affrontare

formazione dei gruppi, anche per classi parallele

suggerisce, media e

facilita

scelgono il gruppo e il relativo argomento

lasciare libertà di scelta, guidando da lontano la composizione dei gruppi.

definizione della consegna del lavoro da realizzare: ricerca del materiale, proposta dell'attività da far svolgere ai membri del gruppo, esercitazioni, verifiche.


esplicita il lavoro proponendo il contenuto di studio, puntualizza, suggerisce; indica i collegamenti;

enuclea le competenze disciplinari e le abilità necessarie

fanno proposte di azioni;

un allievo scrive in modo che tutti leggano

schema o mappa del lavoro condiviso da tutti collegato alle competenze necessarie

avoro di gruppo e apprendimento cooperativo

fornisce materiali, suggerisce siti, essenzializza le attività;

fornisce supporti specifici quali: domande di aiuto, esempi di micro riassunti e collegamenti, metafore esplicative, mappe, percorsi di avvicinamento al risultato e alla soluzione dei problemi

individuano ed esaminano i concetti fondamentali;
concretizzano concetti e trovare esempi;
si accordano sul modo più efficace per spiegare il percorso di studio a tutti;
predispongono eventuali schemi o altro per facilitare lo studio;
preparano delle domande per verificare l’apprendimento dei membri del gruppo;
a turno, fanno una simulazione della spiegazione

- utilizzo di copioni;

-documentazione del percorso di soluzione del problema;

-narrazioni dello studio effettuato

discipline coinvolte

tutte

tempi, risorse, strumenti

decisi all'interno del gruppo classe
criteri di valutazione decisi all'interno del gruppo classe

apprendimento reciproco: presentazione del lavoro da parte dei gruppi

facilita; propone tracce e schede

a turno i gruppi presentano la propria proposta;

il gruppo che propone presenta la sua attività di studio;

i componenti del gruppo girano tra i banchi e aiutano i compagni in difficoltà in funzione di tutor peer to peer; auto osservano le modalità di lavoro in gruppo

utilizzo di check list stabilite collettivamente;

riflessione finale

coordina la discussione; segue la raccolta dei dati; evidenzia le abilità di studio condivise più funzionali; suggerisce con domande attività di metà cognizione per stimolare gli studenti a riflettere sul proprio modo di apprendere e ricordare sviluppando la loro capacità di

rielaborare le informazioni in modo individuale e cooperativo.

riflettono sulla modalità di apprendimento, chiariscono cosa hanno imparato, esplicitano cosa è piaciuto e cosa non è piaciuto;

rispondono alle domande dell’insegnante; ricostruiscono il metodo di studio adottato

-la condivisione del proprio percorso di apprendimento (la narrazione condivisa della propria biografia cognitiva);

-autobiografia narrativa;

-elenco strumenti di studio condivisi applicabili in tutte le situazioni quali: capire il problema e riformularlo,

affrontare le non comprensioni col peer to peer, evidenziare caratteristiche e scopi comunicativi dei testi o video da utilizzare

-accumulare i dati

-trovare soluzioni comunicative con linguaggi misti

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d. L’AUTONOMIA PERSONALE NELLA DIDATTICA A DISTANZA 

Le piattaforme per la didattica a distanza, durante il recente periodo di lockdown sono state il sistema di “backup del servizio didattico”, perché hanno permesso di portare avanti il discorso dell’insegnamento, seppur con gli adattamenti del caso, dettati dal mezzo che ha una pervasività, che altri mezzi non possiedono.

Se sia stato anche efficiente ed efficace, nel ruolo di mediazione richiesto è ancora da dimostrare e solo il tempo potrà dirlo. Ma preme sottolineare, che oltre alla pervasività, occorre che siano soddisfatti anche i requisiti di efficacia ed efficienza, e non solo per l’insegnamento, ma anche per l’apprendimento reale di ogni singolo allievo.

Perché ci sia apprendimento reale, l’allievo va coinvolto attivamente. Va aiutato a maturare il proprio senso di responsabilità, nei confronti di un impegno, con un contesto e con degli interlocutori, che possono essere al di là di uno schermo. Gli allievi vanno guidati a comprendere che possono cambiare gli strumenti, e con essi le gratificazioni e gli ammonimenti, ma che non può venire meno l’impegno e l’aiuto per la sua emancipazione.

Occorre perciò che famiglia e scuola, si adoperino con serietà, perché ci sia rispetto e capacità di onorare il patto educativo, da parte di tutti e tre i soggetti: istituzione, nucleo familiare, allievo.

E’ noto peraltro a tutti quanto la famiglia si sia impegnata e sia stata determinante nei mesi passati. Agli allievi andranno offerte garanzie che non gli sarà richiesto un impegno più consistente di quello che gli viene richiesto durante le attività in presenza, e che la gratificazione del confronto con i compagni, è solo oggetto di una riconfigurazione, dettata dalla necessità.

Va anche indirizzato a capire che il processo di responsabilizzazione, da cui discende l’autonomia individuale, è un processo che si innesca gradatamente e che dura tutta la vita. Agli allievi va spiegato che la didattica a distanza è solo un altro modo per conquistare quell’autonomia promessa dalla formazione formale, e si spera guadagnata da ogni allievo, al termine di un anno scolastico.

Anzi, vivendo in una società, guidata dall’informazione, l’emancipazione che può discendere dal saper usare correttamente i dispositivi digitali, con delle finalità emancipanti, è un’enorme possibilità, che apre orizzonti di conoscenza che prima rimanevano sullo sfondo. Perché tutto questo sia attuato, è necessario che la scuola, come istituzione, mostri integrità e intelligenza strategica anche a partire da una piattaforma per la didattica a distanza, tutelando quel diritto allo studio che è il suo primo compito istituzionale.



Vincenzo  CURION
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